Agenda europea per la migrazione: La Commissione riferisce sullo stato di attuazione e propone ulteriori azioni da intraprendere

Con l’adozione dell’agenda europea sulla migrazione nel maggio 2015 la Commissione europea ha proposto una strategia di vasta portata per far fronte alle sfide poste dalla crisi in corso e per dotare l'UE di strumenti che le consentissero di gestire meglio la migrazione a medio e lungo termine con riferimento alla migrazione irregolare, alle frontiere, all'asilo e alla migrazione legale. La recente relazione della Commissione fa il punto sul suo stato di attuazione e sulle ulteriori azioni da intraprendere.

La risposta della  UE alla sfida migratoria intende privilegiare, come evidenziato nella comunicazione della Commissione  del dicembre 2017, un approccio globale finalizzato a  operare sia sulla dimensione interna che esterna attraverso il sostegno agli Stati membri più esposti, il rafforzamento della protezione delle frontiere esterne dell'UE e il potenziamento della cooperazione con i paesi partner.
 
La relazione della Commissione presentata il 16 maggio u.s. nel fare il punto sui progressi compiuti nei primi mesi del 2018 rispetto alla implementazione della agenda europea sulla migrazione riconosce che ulteriori sforzi sono ancora necessari per una politica migratoria sostenibile ed individua gli aspetti per i quali occorre rafforzare la risposta europea alla sfida, corrente e futura, della pressione migratoria.  
Il rapporto fa una analisi del trend dei flussi migratori lungo le rotte principali: ne è emerso che nel corso dei primi mesi del 2018 la tendenza alla diminuzione osservata nel 2017 si è confermata nel Mediterraneo centrale, con dati relativi agli arrivi inferiori del 77% rispetto a quelli registrati nello stesso periodo del 2017 pur tuttavia il numero di arrivi dalla Turchia ha registrato un notevole aumento dal marzo 2018, sia verso le isole greche (9 349 dall'inizio del 2018) sia attraverso la frontiera terrestre (ad oggi 6 108, nove volte superiore rispetto allo stesso periodo nel 2017). Nonostante la situazione si sia nel complesso stabilizzata lungo la rotta dei Balcani occidentali, negli ultimi mesi sono stati registrati aumenti degli spostamenti attraverso l'Albania, il Montenegro e la Bosnia-Erzegovina.
Il numero di arrivi lungo la rotta del Mediterraneo occidentale ha continuato a mostrare una tendenza all'aumento, con circa 6 623 arrivi in Spagna dal gennaio 2018 (il 22% in più rispetto ai primi mesi del 2017).
Alla luce di tale analisi, il Rapporto della Commissione mette in evidenza le azioni essenziali da intraprendere per fare in modo che gli Stati Membri e  l’Unione possano sostenere tale approccio globale e fronteggiare il fenomeno più efficacemente:

  • colmare le carenze di guardie di frontiera e attrezzature dell'Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera;
  • colmare il deficit di finanziamento di 1,2 miliardi di euro per il Fondo fiduciario dell'UE per l'Africa;
  • migliorare la situazione in Grecia e accelerare i rinvii in Turchia;
  • intensificare notevolmente i rimpatri e avvalersi del mandato dell'Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera in materia di assistenza ai rimpatri;
  • accelerare gli sforzi di reinsediamento nell'ambito del nuovo regime per i paesi prioritari, in particolare per quanto riguarda il meccanismo di transito di emergenza in Niger, e nell'ambito della dichiarazione UE-Turchia;
  • raggiungere rapidamente un accordo sulla riforma del sistema europeo comune di asilo, per garantire che l'UE sia preparata ad affrontare qualsiasi crisi futura.

 
Per poter dar seguito a una politica migratoria globale inevitabilmente servono adeguate risorse e tale aspetto si è fortemente inserito nel dibattito sulla futura programmazione finanziaria al punto che la Commissione ha proposto per il Quadro Finanziario Pluriennale 2021-2027 di destinare alla Migrazione e gestione delle frontiere circa 35 miliardi di €.