La Commissione propone per il periodo 2021-2027 un considerevole aumento dei finanziamenti per il rafforzamento delle frontiere e la migrazione

Per il prossimo bilancio a lungo termine dell'UE (2021-2027) la Commissione propone quasi di triplicare i finanziamenti per la migrazione e la gestione delle frontiere portandoli a 34,9 miliardi di euro, rispetto ai 13 miliardi del periodo precedente, con riferimento alla Protezione delle frontiere esterne dell'UE e sostegno ad una politica migratoria solida realistica ed equa

La gestione delle frontiere e la migrazione sono state una priorità politica sin dall'inizio del mandato della Commissione Juncker - dagli orientamenti politici del Presidente Juncker del luglio 2014 all'ultimo Discorso sullo stato dell'Unione del 13 settembre 2017. 
Tuttavia, la portata e l'urgenza della crisi dei rifugiati del 2015-16 hanno colto l'Europa di sorpresa. Per evitare una crisi umanitaria e consentire una risposta congiunta a questa sfida senza precedenti, così come alle nuove minacce per la sicurezza, l'UE ha utilizzato tutte le flessibilità dell'attuale bilancio per mobilitare ulteriori fondi. Dalle assegnazioni iniziali per il periodo 2014-20 di 6,9 miliardi di euro per i Fondi AMIF e ISF (Frontiere e polizia), è stato mobilitato un importo supplementare di 3,9 miliardi di euro per raggiungere i 10,8 miliardi di euro per la migrazione, la gestione delle frontiere e la sicurezza interna — e questo non comprende neanche le grandi quantità di finanziamenti mobilitati per affrontare la crisi dei rifugiati al di fuori dell'UE.
Pertanto le proposte della Commissione prevedono:
1. Protezione delle frontiere esterne dell'UE
Assegnazione di  21,3 miliardi di euro per la gestione delle frontiere in generale, e di creare un nuovo Fondo per la gestione integrata delle frontiere (Integrated Border Management Fund - IBMF) per un valore di oltre 9,3 miliardi di euro.
Il nuovo fondo sosterrà gli stati membri destinando:

  • 4,8 miliardi di euro a finanziamenti a lungo termine per sostenere le misure adottate dagli Stati membri in materia di gestione delle frontiere e per la politica in materia di visti. I finanziamenti rispecchieranno chiaramente le esigenze degli Stati membri, e un riesame intermedio terrà conto di nuove o ulteriori pressioni. Ogni Stato membro riceverà una somma fissa di 5 milioni di euro, e il resto sarà ripartito sulla base del carico di lavoro, della pressione e del livello di minaccia alle frontiere esterne terrestri (30%), alle frontiere esterne marittime (35%), negli aeroporti (20%) e negli uffici consolari (15%);
  • 3,2 miliardi di euro a sostegni mirati per gli Stati membri, a progetti a livello dell'UE, e ad affrontare necessità urgenti. Il nuovo Fondo è stato concepito per garantire una flessibilità sufficiente che permetta di apportare finanziamenti di emergenza agli Stati membri quando necessario e di affrontare priorità nuove e cruciali quando emergono;
  • 1,3 miliardi di euro per aiutare gli Stati membri nell'acquisto, nella manutenzione e nella sostituzione di attrezzature doganali di punta come nuovi scanner, sistemi automatizzati di riconoscimento delle targhe, squadre di cani da fiuto e laboratori mobili di analisi di campioni;

Inoltre, al di fuori di questo Fondo,  più di 12 miliardi di euro saranno destinati a rafforzare ulteriormente l'Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera ed EU-LISA.
 
2. Migrazione: sostenere una politica solida, realistica ed equa
Aumento dei finanziamenti per la migrazione del 51%, fino a raggiungere 10,4 miliardi di euro nel quadro del rinnovato Fondo Asilo e migrazione (Asylum and Migration Fund - AMF). Il Fondo sosterrà gli sforzi degli Stati membri in tre settori chiave: asilo, migrazione legale e integrazione, lotta alla migrazione illegale e rimpatrio.
Il nuovo fondo sosterrà gli stati membri destinando:

  • 6,3 miliardi di euro a finanziamenti a lungo termine per sostenere gli Stati membri nella gestione della migrazione, in funzione delle loro esigenze. Un riesame a metà percorso terrà conto di nuove o ulteriori pressioni. Ogni Stato membro riceverà una somma fissa di 5 milioni di euro, e il resto sarà ripartito sulla base di una valutazione delle pressioni da affrontare e tenendo conto delle proporzioni nell'ambito dell'asilo (30%), della migrazione legale e dell'integrazione (30%) e del rimpatrio (40%);
  • 4,2 miliardi di euro  per il sostegno mirato agli Stati membri per progetti con un reale valore aggiunto europeo, come ad esempio il reinsediamento, o per rispondere a necessità urgenti e far pervenire i finanziamenti di emergenza agli Stati membri nel momento e nel luogo del bisogno;

Inoltre Il Fondo Asilo e migrazione sarà integrato da specifici fondi aggiuntivi nell'ambito degli strumenti di politica esterna dell'UE, per rafforzare la cooperazione in materia di migrazione con i paesi partner, compresi gli sforzi per affrontare l'immigrazione irregolare, migliorare le opportunità nei paesi di origine, e rafforzare la cooperazione in materia di rimpatrio e di riammissione e di migrazione regolare;
Infine, al di fuori di questo Fondo, e da presentarsi separatamente, quasi 900 milioni di euro saranno destinati a rafforzare ulteriormente la nuova Agenzia dell'Unione europea per l'asilo.
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