Mercato unico digitale: concordate nuove norme dai negoziatori dell'UE per la condivisione dei dati del settore pubblico

Nel mese di gennaio i negoziatori del Parlamento europeo, del Consiglio dell'Unione europea e della Commissione hanno raggiunto un accordo relativo alla versione riveduta della direttiva che faciliterà la disponibilità e il riutilizzo dei dati del settore pubblico, che costituiscono il motore della crescita di molti prodotti e servizi digitali.

 

Garantire la disponibilità ampia e gratuita di dati di elevata qualità e ad alto valore provenienti da servizi finanziati con fondi pubblici è un fattore essenziale per accelerare l'innovazione europea in settori altamente competitivi, quale l'intelligenza artificiale, che richiedono l'accesso a grandi quantità di dati di elevata qualità.

Nel rispetto del regolamento generale dell'UE sulla protezione dei dati, la nuova direttiva relativa ai dati aperti e all'informazione del settore pubblico (direttiva ISP) aggiorna il quadro normativo che definisce le condizioni alle quali i dati del settore pubblico dovrebbero essere resi disponibili per il riutilizzo, con un'attenzione particolare alla crescente quantità di dati a elevato valore aggiunto che è ora disponibile.

Liberare il potenziale dei dati pubblici aperti può portare a benefici economici importanti. Si prevede che il valore economico diretto totale delle informazioni del settore pubblico e dei dati provenienti dalle imprese pubbliche passerà dai 52 miliardi di € del 2018 a 194 miliardi di € entro il 2030. Il riutilizzo costituisce inoltre un vantaggio per l'economia dei dati europea, poiché consente lo sviluppo di nuovi prodotti e servizi innovativi, ad esempio basati su tecnologie di intelligenza artificiale. 

Le nuove norme prevedono che:

  • in linea di principio tutti i contenuti del settore pubblico accessibili ai sensi delle norme di accesso nazionale sono disponibili gratuitamente per il riutilizzo. Gli enti pubblici non potranno imporre tariffe superiori ai costi marginali per il riutilizzo dei loro dati, tranne che in casi eccezionali. Ciò per consentire a un maggior numero di PMI e di start-up di accedere a nuovi mercati fornendo prodotti e servizi basati sui dati;
  • sarà data particolare rilevanza ai set di dati ad alto valore, quali le statistiche o i dati geospaziali, che hanno un notevole potenziale commerciale e possono accelerare lo sviluppo di un'ampia gamma di prodotti e servizi di informazione a valore aggiunto;
  • le imprese di servizio pubblico nel settore dei trasporti e dei servizi di pubblica utilità generano dati preziosi. La decisione sulla possibilità di rendere questi dati disponibili deve essere presa in base alle diverse normative nazionali o europee, ma una volta resi disponibili per il riutilizzo, tali dati rientrano nell'ambito di applicazione della direttiva relativa ai dati aperti e all'informazione del settore pubblico. Ciò significa che le imprese dovranno rispettare i principi della direttiva e garantire l'uso di formati di dati e di metodi di diffusione appropriati, avendo comunque la possibilità di applicare tariffe ragionevoli per recuperare i costi relativi alla produzione e alla messa a disposizione di tali dati.
  • alcuni enti pubblici concludono complessi accordi relativi ai dati con società private e ciò può potenzialmente vincolare le informazioni del settore pubblico (lock-in). Saranno pertanto adottate misure di salvaguardia per rafforzare la trasparenza e limitare la conclusione di accordi che potrebbero portare a un riutilizzo esclusivo dei dati del settore pubblico da parte dei partner privati;
  • la maggiore disponibilità di dati in tempo reale mediante le interfacce API (Application Programming Interfaces) consentirà alle imprese e soprattutto alle start-up di sviluppare prodotti e servizi innovativi (ad esempio applicazioni per la mobilità). Anche i dati della ricerca finanziata con fondi pubblici rientrano nell'ambito di applicazione della direttiva: gli Stati membri saranno tenuti a elaborare politiche per l'accesso aperto ai dati della ricerca finanziata con fondi pubblici, mentre a tutti i dati di tale natura resi accessibili tramite archivi saranno applicate norme armonizzate in materia di riutilizzo.

L'iter da seguire prevede che il Parlamento europeo e il Consiglio dell'Unione europea dovranno adottare formalmente le norme rivedute. Gli Stati membri dovranno quindi attuarle entro due anni prima che esse prendano effetto. La Commissione inizierà a collaborare con gli Stati membri per individuare le serie di dati ad alto valore che saranno oggetto di un atto di esecuzione.