Parità di genere. La Commissione rilancia l'azione legale contro l'Italia a causa di discriminazioni nell'età pensionistica

<div> La Commissione europea ha inviato all&#39;Italia, in data 3 giugno 2010,&nbsp;un nuovo sollecito affinch&eacute; essa ottemperi alla pronunzia formulata nel 2008 dalla Corte di giustizia europea in base alla quale l&#39;esistenza di et&agrave; pensionabili diverse per funzionari pubblici uomini e donne viola il principio della parit&agrave; di retribuzione (causa <u><strong><a href="http://ec.europa.eu/dgs/legal_service/arrets/07c046_en.pdf">C-46/07</a></strong></u><strong></strong>).</div>

L'Italia ha introdotto nuove disposizioni per adeguarsi alla sentenza della Corte a seguito di una procedura d'infrazione avviata dalla Commissione. Nella lettera complementare di costituzione in mora adottata oggi, la Commissione sostiene però che le disposizioni varate dall'Italia – che porterebbero gradualmente nell'arco di otto anni a una equiparazione dell'età pensionistica – fa persistere il trattamento discriminatorio.

 

La parità retributiva tra le donne e gli uomini è consacrata all'articolo 157 del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE). Nel contesto delle pensioni da lavoro ciò implica che l'età pensionabile deve essere la stessa per le donne e gli uomini. La Corte di giustizia europea ha confermato a più riprese che le pensioni dei funzionari pubblici vanno considerate alla stregua di retribuzioni e di regimi professionali.

 

Il 13 novembre 2008 la Corte ha statuito che il regime applicabile ai funzionari pubblici italiani gestito dall'INPDAP (Istituto nazionale di previdenza per i dipendenti dell'amministrazione pubblica) è discriminatorio poiché applica alle donne e agli uomini età pensionabili diverse. Questo era anche il punto di vista della Commissione allorché ha aperto nel 2005 la procedura d'infrazione contro l'Italia.

 

Nel giugno 2009 la Commissione ha inviato una lettera di costituzione in mora perché l'Italia non aveva adottato disposizioni giuridiche nuove che fossero in linea con la sentenza. Nella sua risposta alla Commissione l'Italia ha notificato il varo di nuove disposizioni che introducono gradualmente, fino al 2018, un'età pensionabile identica per tutti i dipendenti pubblici.

 

In forza delle disposizioni del decreto l'età pensionabile per le funzionarie pubbliche aumenterebbe gradualmente e arriverebbe allo stesso livello di quella degli uomini – la cui età pensionabile legale è fissata a 65 anni – soltanto nel 2018.

 

La Commissione ritiene, anche in conformità della giurisprudenza dell'UE, che tale misura transitoria continui ad applicare un trattamento discriminatorio e sia quindi inadeguata. La Commissione ha pertanto deciso di emanare un'ulteriore lettera di costituzione in mora all'indirizzo dell'Italia in forza dell'articolo 260, paragrafo 1, del TFUE, sollecitando le autorità italiane a ottemperare alla sentenza.

Per ulteriori informazioni consultare la legislazione UE in materia di parità tra i sessi.