Ricerca. OpenAIRE apre l’accesso ai risultati scientifici dell’UE

La Commissione europea ha lanciato di recente, presso l’Università di Gand in Belgio, il progetto OpenAIRE (Open Access Infrastructure for Research in Europe) grazie al quale i ricercatori, le imprese e i cittadini dell’UE possono accedere gratuitamente e liberamente ai documenti relativi alle attività di ricerca finanziate dall’UE.

OpenAIRE costituirà una rete di archivi aperti in grado di offrire gratuitamente un accesso on line alla conoscenza prodotta da ricercatori che hanno ottenuto sovvenzioni da parte del Settimo programma quadro (7°PQ) e dal Consiglio europeo della ricerca (CER), in particolare nei settori della salute, dell’energia, dell’ambiente, della tecnologia dell’informazione e della comunicazione, delle infrastrutture di ricerca, delle scienze sociali, degli studi umanistici e della scienza nella società.

Si tratta di un passo importante verso un pieno e libero accesso a documenti scientifici che potrebbero, ad esempio, offrire ai pazienti che soffrono di malattie rare la possibilità di accedere agli ultimi risultati della ricerca medica o fornire ai ricercatori aggiornamenti in tempo reale sugli ultimi sviluppi nel loro settore di competenza.

Lo sviluppo delle infrastrutture di ricerca e delle infrastrutture elettroniche, incluse quelle relative ai risultati della ricerca scientifica, allo scopo di dare un impulso decisivo alla competitività dell’Europa, costituisce una priorità sia della Agenda europea del digitale che dell’iniziativa “L’Unione dell’innovazione”.

Il progetto potrebbe portare inoltre a nuove modalità per creare repertori, introdurre commenti, effettuare ordinazioni e collegare risultati di ricerca, nonché a nuovi sistemi per automatizzare queste operazioni. Il che potrebbe innestare lo sviluppo di nuovi servizi in aggiunta all’infrastruttura informatica offerta da OpenAIR. Il progetto gestisce 27 helpdesk in altrettanti paesi europei, consistenti in una rete di esperti ed un portale con strumenti che permettono ai ricercatori di rendere accessibili on line i loro articoli.