Semestre europeo - pacchetto d'autunno: favorire una ripresa sostenibile e inclusiva in un contesto di forte incertezza

Presentato il 18 novembre il pacchetto d’autunno di politica economia della Commissione europea, contenete le raccomandazioni politiche e i pareri della Commissione sui documenti programmatici di bilancio (DPB) dei paesi della zona euro. I pareri e le raccomandazioni si inseriscono in un quadro delle previsioni economiche ancora caratterizzato da forte incertezza.

 
Il pacchetto d’autunno fa seguito alla pubblicazione della strategia annuale per la crescita sostenibile incentrata sul concetto di sostenibilità competitiva. Questa prima tappa del ciclo del semestre europeo 2021 aveva fornito agli Stati membri gli orientamenti strategici per l'elaborazione del piano per la ripresa e la resilienza, tracciando il collegamento tra il dispositivo per la ripresa e la resilienza e il semestre.
Il pacchetto d’autunno sviluppa poi le raccomandazioni politiche e i pareri della Commissione sui documenti programmatici di bilancio dei paesi della zona euro, in considerazione delle previsioni economiche d'autunno 2020, secondo le quali la produzione europea nel 2022 sarà ancora al di sotto del livello pre-pandemia.
Pareri sui documenti programmatici di bilancio (DPB) degli Stati membri della zona euro
A luglio 2020 la Commissione ha attivato la clausola di salvaguardia generale del patto di stabilità e crescita, consentendo agli Stati membri di adottare misure per reagire alla crisi in modo adeguato, discostandosi dagli obblighi di bilancio che normalmente si applicherebbero, e il Consiglio ha formulato raccomandazioni di bilancio di natura qualitativa.
pareri sui documenti programmatici di bilancio (DPB) 2021 valutano quindi se le misure contenute nei DBP sono temporanee e, in caso contrario, se sono previste misure di compensazione. La garanzia della sostenibilità a medio termine è infatti una condizione necessaria per potersi discostare dai normali requisiti di bilancio previsti dalla clausola di salvaguardia generale. La Commissione ha valutato che i DPB sono nel complesso in linea con le raccomandazioni del Consiglio del 20 luglio 2020.
Nello specifico:

  • Alcune misure indicate nei documenti di Francia, Italia, Lituania e Slovacchia non sembrano essere temporanee o accompagnate da misure di compensazione. La Lituania è stata invitata ad aggiornare il suo documento programmatico di bilancio.
  • Per il Belgio, la Francia, la Grecia, l'Italia, il Portogallo e la Spagna, alla luce del livello del debito pubblico e delle grandi sfide in materia di sostenibilità a medio termine esistenti già prima dello scoppio della pandemia di COVID-19, è importante assicurare che, nel varare misure di bilancio a sostegno dell'economia, sia preservata la sostenibilità di bilancio a medio termine.
  • La Commissione ha rimandato alla primavera 2021 il riesame della situazione di bilancio della Romania, da aprile 2020 la Romania è sottoposta alla procedura per i disavanzi eccessivi a causa del superamento nel 2019 della soglia di disavanzo prevista dal trattato.

Raccomandazione per la zona euro, relazione sul meccanismo di allerta e proposta di relazione comune sull'occupazione

  • La raccomandazione sulla politica economica della zona euro fornisce quest’anno orientamenti politici sulle priorità che gli Stati membri della zona euro dovrebbero perseguire nei loro piani per la ripresa e la resilienza, in linea con le transizioni verde e digitale. La raccomandazione esortai paesi a garantire che le loro politiche di bilancio continuino a sostenere l'economia nel 2021. La raccomandazione invita inoltre a completare l'Unione economica e monetaria e rafforzare il ruolo internazionale dell'euro.
  • Dalla relazione sul meccanismo di allerta, strumento di vaglio per individuare potenziali squilibri macroeconomici, emerge che questi siano in aumento negli Stati membri che presentavano squilibri già prima della pandemia di COVID-19. Nella relazione si raccomanda di monitorare i parametri di 12 Stati membri per i quali già a febbraio 2020 erano stati individuati squilibri o squilibri eccessivi, ossia Cipro, Croazia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Italia, Paesi Bassi, Portogallo, Romania, Spagna e Svezia.
  • La proposta di relazione comune sull'occupazione evidenzia come la crisi sanitaria abbia interrotto una tendenza positiva per il mercato del lavoro durata sei anni, con conseguenze negative che pesano maggiormente sugli Stati membri che già prima della pandemia avevano gravi problemi di natura socioeconomica. Il numero totale degli occupati e il tasso di occupazione sono diminuiti in misura significativa, nonostante le misure i regimi di riduzione dell'orario lavorativo abbiano contenuto l'aumento del tasso di disoccupazione. Il calo dell'occupazione ha colpito in misura maggiore i lavoratori atipici, i lavoratori nati al di fuori dell’UE e i giovani, rispetto a cui si osserva una notevole crescita della percentuale di NEET (non occupati né inseriti in un percorso di istruzione o formazione).
  • La Commissione continuerà a monitorare attentamente tutti gli sviluppi sociali e del mercato del lavoro, aggiornando regolarmente il monitoraggio dei risultati in materia di occupazione e il monitoraggio dei risultati in materia di protezione sociale.
  • Il documento di lavoro dei servizi della Commissione sull'attuazione degli obbiettivi di sviluppo sostenibile (OSS) spiega in che modo la Commissione sta portando avanti il suo impegno a favore dello sviluppo sostenibile, dell'Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile e degli OSS nel suo processo decisionale. 

Rispetto alle Relazioni sulla sorveglianza rafforzata e sulla sorveglianza post-programma, l’'ottava relazione sulla sorveglianza rafforzata relativa alla Grecia rileva che, nonostante le circostanze avverse causate dalla pandemia di COVID-19, le autorità greche hanno adottato le misure necessarie per rispettare gli impegni concordati, realizzando una serie di riforme fondamentali, mentre dalle relazioni di sorveglianza post-programma relative a CiproIrlandaPortogallo e Spagna emerge che le capacità di rimborso di ciascun paese rimangono solide.
 
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